Lunedì 8 ottobre, su Rete4, è andata in scena una surreale manifestazione di
disprezzo nei confronti del Veneto. La puntata settimanale della trasmissione
Quinta Colonna prevedeva un collegamento, fra gli altri, da Piazza dei Signori
a Treviso. Nella bella cornice del centro storico della capitale della Marca si
erano date appuntamento svariate decine di militanti indipendentisti, per lo
più provenienti dai ranghi di IndipendenzaVeneta. Nulla di segreto: era tutto
coordinato fin dal giorno prima sul sito ufficiale del movimento, naturalmente
su invito della redazione del programma, che aveva peraltro anche offerto
ospitalità ad esponenti della Lega Nord, partito che a Treviso esprime il
Sindaco.
La vicenda comincia a mostrare qualche aspetto di surrealtà quando, giunti in
piazza, proprio i responsabili della Lega trevigiana decidono di disertare i
microfoni dell’inviato Roberto Poletti, giudicando la presenza degli
indipendentisti “una trappola”, come racconta il Gazzettino. Fatto sta che,
forse proprio per evitare di far apparire Piazza dei Signori come monopolizzata
da IndipedenzaVeneta, la redazione impone ai militanti del partito, fra cui
spiccano Alessia Bellon, Gianluca Busato e Alessio Morosin, di non esporre le
proprie bandiere, ma soltanto il Gonfalón di San Marco, che naturalmente,
essendo il vessillo del Veneto, non può essere considerato di parte.
Evidentemente, però, qualcuno non la pensa così. In studio, fra i vari ospiti,
è presente Ettore Martinelli, responsabile Diritti della Segreteria nazionale
del PD che, dopo aver ascoltato l’intervento di un piccolo artigiano da
Treviso, favorevole all’indipendenza, si lancia in un’affermazione che sembra
incredibile, se non fosse che viene chiaramente pronunciata dall’esponente
piddino al minuto 11 e 25 secondi: “Non è mica normale che da Treviso noi si
possa vedere dei drappi che non si sa bene cosa rappresentino“.
Sì cari amici, avete capito bene, Martinelli attacca le numerose bandiere con
il Leone di San Marco definendole “drappi che non si sa bene cosa
rappresentino“. Sono le sue parole testuali. E sono incredibili, a pensarci
bene. Tanto incredibili da scatenare la reazione infuocata dell’Avv. Morosin,
uomo che difficilmente perde il sorriso sulle labbra ma che, per l’occasione,
diventa un vero e proprio leone. E a ragione.
Ma andiamo avanti, perchè purtroppo non è ancora finita. Passa mezz’ora e
Martinelli, quasi sentisse un richiamo calcistico, del tipo facciamo-goal-prima-
di-rientrare-negli-spogliatoi-per-l’intervallo, al 44esimo e 44 secondi lancia
la seconda bordata: “Quelle bandiere dietro, bisogna dire a Poletti, quelle
bandiere lì dietro non sono le bandiere di un movimento a caso, sono un
movimento politico. Voi siete molto democratici perchè date spazio a delle
persone che non meriterebbero di andare da nessun’altra parte. [...] chiedi di
mettere via le bandiere, faccia mettere via le bandiere“.
Per carità di patria -veneta, ma anche italiana, se Martinelli preferisce-
tralascerò di soffermarmi sul valore altamente democratico (sì, ciao) delle
posizioni espresse dall’esponente piddino nei confronti dei militanti di
un’altro partito. Tralascerò quindi di giudicare l’arroganza insita nel
definire gli appartenenti ad una formazione politica democratica e popolare,
quale è IndipendenzaVeneta, come “persone che non meriterebbero di andare da
nessun’altra parte“, come se la presenza sulle televisioni pubbliche e private,
a tutte le ore e tutti i giorni, di esponenti del partito di Martinelli -e pure
degli altri che siedono in Parlamento- non fosse sufficiente per riconoscere
anche ad una formazione politica territoriale e completamente autofinanziata il
diritto di poter avere qualche minuto, una sera, in una trasmissione di Rete4.
E tralascerò egualmente di rimarcare il disgustoso disprezzo riservato da
Martinelli al glorioso vessillo di San Marco, che è la bandiera di Venezia, del
Veneto e dei Veneti, dalla notte dei tempi, tanto che, in quella o in altre
fogge, se ne fregiano la Regione, il Comune e un’infinità di associazioni,
imprese, ed entità le più svariate, dalle Assicurazioni Generali alla Benetton
Rugby Treviso, passando persino per la campagna per la liberazione dei due marò
detenuti in India.
Quale mostruosità!
Denigrare il vessillo marciano, per giunta proprio il giorno dopo l’anniversario della
battaglia di Lepanto, trionfo innanzitutto della marineria veneziana contro la
flotta turca, senza il quale oggi probabilmente non esisterebbe più un’Europa
occidentale per come la conosciamo, e con essa i diritti civili che proprio
quelli come Martinelli dicono di voler difendere. Strani difensori, coloro che
fanno mostra di non conoscere i bastioni di tali diritti.
Tralascerò tutte queste considerazioni, sì.
Mi limiterò a far notare sommessamente a Martinelli che quella bandiera, e
proprio in quella foggia, oltre ad essere visibile su tutti i palazzi pubblici
e privati di Venezia, come sa qualsiasi turista che sbarchi alla stazione di
Santa Lucia, garrisce al vento anche fuori da una sezione del PD a Venezia.
L’unica sezione di fronte alla quale ho avuto modo di passare, scattando
prontamente una fotografia, durante la manifestazione di Venezia del 6 ottobre
scorso. Chissà, magari anche le altre espongono il vessillo veneziano e veneto.
Ma ne basta una, certamente, per dimostrare che quella bandiera qualcosa
rappresenta, e di ben preciso, anche per alcuni colleghi veneti di partito del
signor Martinelli. Per lui, che non contento di quanto fatto in trasmissione ha
scritto, sul proprio profilo facebook, “C’è ancora chi spera nell’indipendenza
del Veneto. Sono quattro gatti che fanno finta di rappresentare una delle
regioni più belle d’Italia. E’ gente che ha bisogno di aiuto per ritornare sul
pianeta terra, aiutiamoli!!!!!” non posso che aggiungere: “È uno che ha bisogno
di aiuto per ritornare alla realtà, aiutiamolo! Veneto Indipendente!!!!!”
Riempiamolo di insulti Ettore Martinelli sul suo profilo Facebook
Caro Vittorio,
in tutta onestà preferisco non insultare la controparte, sia per ragioni di civiltà (non mi abbasso al livello di chi definisce “drappi che non si sa bene che cosa rappresentino” le bandiere di San Marco) sia per ragioni giuridiche (perchè passare dalla parte del torto?).
Nondimeno sarei ben felice se tanti, tantissimi dei Veneti (e non) che in questi giorni, anche dopo aver letto il mio articolo, stanno manifestando giustissima rabbia per le affermazioni di Martinelli, decidessero di andare a manifestare aperto dissenso sul suo profilo facebook. Civilmente, ma anche apertamente.
Di certo gli servirebbe per rimangiarsi l’altra affermazione, piena di insopportabile disprezzo e di arroganza, “sono solo quattro gatti”.
Un caro saluto,
Alex
Martinelli ha dimostrato solamente lo stato di degrado ed ignoranza della politica italiana. non aggiungo altro
Io ho assistito al degradante show di Martinelli… pazzesco! pazzesco come ha denigrato la bandiera Veneta, pazzesco come ha offeso i Veneti, pazzesca l’arroganza, pazzesca l’invocazione al TSO per un fratello Veneto… INSOMMA… penso che se uno appare in Televisione in quella maniera, persevera addirittura le sue affermazioni sul suo profilo e non viene espulso dal PD vuol dire solo o che i suoi amici di partito non si rendono conto che anche i Veneti di sinistra sono favorevoli all’indipendenza oppure sono tutti come lui !!! Comunque sia a Martinelli bisognerebbe, oltre a vietargli di apparire in televisione, vietargli di avvicinarsi in un raggio di 300 km al Veneto!!!!!
[...] Ettore Martinelli (PD) durante una trasmissione su Rete 4; a questo proposito vi invito a leggere l’articolo di Alex Storti sul blog Queimada. Ma siete sicuri che ai Lombardi non interessino i temi legati all’autogoverno e [...]
Caro Alex, al di là dell’accordo con quanto sostieni (nell’articolo e soprattutto nella tua infaticabile azione politica), leggendo il bel pezzo, m’è solo rimasto l’amaro in bocca di constatare quanto assurdo sia che un talento come il tuo non sia valorizzato su qualche giornale, togliendo spazio al branco di ignoranti e prezzolati che usualmente ci scrivono.
buon lavoro
daniele,milano
Caro Dan,
sono parole come le tue a darmi la forza di continuare in questa lotta.
Hasta siempre!
Alex
Io sinceramente non riesco a capire come tu possa parlare di federalismo (e te lo dice uno che ci crede).
Federalismo non è un discorso esteso solo a noi regioni del nord, ma a tutte le regioni italiane, e non riesco a spiegarmi come tu possa considerarlo vantaggioso nel momento in cui si, magari saremmo(come regione) più competitivi nei confronti di altre realtà italiane, ma poi come ITALIA non riusciremmo ad esserlo perche sentiremmo il peso di tutte le varie amministrazioni (e con questo non vorrei piu solo colpevolizzare regioni del sud, visto quello che sta succedendo nella civilissima Lombardia).
Cio che sento di dire, è che dobbiamo ancora lavorare su ciò che vogliamo essere come italiani, e che strada vogliamo che l’Italia percorra(anche facendoci carico degli sbagli del sud, fino a riuscire a cambiarlo), poi, magari,possiamo ragionare sulle nostre differenze!
Scusami ma non capisco il senso del tuo commento nè a cosa sia riferito. Non è che hai sbagliato il post da commentare?
In ogni caso, ti preciso fin d’ora che io, in quanto cittadino lombardo, non ritengo mio dovere nè farmi carico degli errori del Sud nè tantomeno cambiarlo. Mi pare che 151 hanni abbiano dimostrato ampiamente che la cosa non solo non è fattibile, ma addirittura è controproducente, come dimostra il fatto che i guai della Lombardia derivano proprio in buona parte dall’essersi fatta contagiare, seppur molto limitatamente, da certe usanze politiche lazial-meridionali. E te lo dico da nipote di un napoletano, che giustamente se ne andò da quella terra e più non vi volle tornare.
Di certo fra gli errori più gravi di noi Lombardi c’è quello di non voler accettare questa realtà. Ma ci arriveremo presto, la secessione è l’unica soluzione.
Cordialmente, Alex